Libreria, Giuseppe Speluzzi

Milano​, ultimo quarto XIX secolo

Descrizione:

Mobile a due corpi, nella base due ante con serratura nel montante centrale e due cassetti, nella parte superiore due ante a vetro con grata in ferro battuto che ritroviamo nei fianchi dell’alzata; sui montanti colonne tornite.

Il mobile, impiallacciato in mogano, è partito da numerose riserve con cornici modanate in mogano che contengono riquadri con decori floreali dipinti in oro o vere e proprie decorazioni floreali su fondo oro, fino ad arrivare ai due dipinti centrali alle due ante, due putti tratti dai motivi classici portanti due stemmi dove sono disposte le due iniziali intrecciate, “E-M”. Sulle colonne tornite un raffinato intarsio. Gli interni sono in acero biondo. Le grate in ferro battuto, sempre di motivo neorinascimentale sono finite a pittura verde e oro. Raffinati bronzi dorati compongono le bocchette ed i pendenti a guisa di delfino. I ripiani sono regolabili in altezza grazie ad una rastrelliera. All’interno è posta la targhetta della manifattura “Giu[seppe] Speluzzi Milano”.

Dimensioni: 237 x 179 x 57,5 cm

Analisi storico-stilistica:

La libreria appartiene alla produzione di Giuseppe Speluzzi, come riportato nella targhetta della manifattura presente all’interno di uno dei due cassetti. Si tratta di uno tra i più importanti artigiani del XIX secolo. Conosciuto soprattutto per i lavori nel palazzo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, oggi casa-museo, i suoi lavori furono richiesti anche dalla committenza sia borghese che aristocratica.

Il committente deve essere quelle E. M., le cui iniziali compaiono sulle ante del corpo inferiore, inscritte in stemmi su doppio campo bianco e blu, sorretti da due putti. La realizzazione da parte della rinomata bottega milanese è attestata dal marchio della stessa, recante al centro il simbolo della città meneghina, posto nella parte interna del mobile, dietro a uno dei cassetti.

L’arredo in esame è chiaramente espressione del gusto tardo ottocentesco, caratterizzato da revival degli stili del passato. In particolare questa libreria è di gusto neorinascimentale che, assieme al Neogotico, fu tra quelli più apprezzati e richiesti. Il mobile è infatti ornato con motivi fitomorfi dipinti derivati dalle grottesche, diffusesi tra la fine del XIV secolo e l’inizio di quello successivo, così come lo stesso prototipo fa da modello per le grate in ferro battuto.

Per un approfondimento su Speluzzi si veda l’articolo (link)

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