Tavolo Parietale, Firenze 1780-1785 ca.

Firenze
1780-1785 ca.

Descrizione:

In legno intagliato, scolpito e dorato, ha i montanti composti da piede ferino che trattiene una sfera su cui s’innesta un elemento a obelisco rovesciato con facce intagliate con motivo a candelabra contenuto da una cornice a perline; un cespo fogliaceo funge da raccordo architettonico con la fascia. La cintura ha un intaglio a girali contrapposte e centrate da un fiore; su di essa aggettano gli spigoli con teste leonine intagliate e una cartella centrale con testa di montone. Sottopiano il mobile termina con una cornice a foglie susseguenti mentre la cintura è conclusa da una cornice traforata a nastro intrecciato. Il piano è impiallacciato in marmo “bianco e nero antico”.

Dimensioni: cm 90 x 174,5 x 83,5

CODICE: ANTACO0133041

Analisi storico-stilistica:

La scelta stilistica della cintura di altezza contenuta insieme ai sostegni compositi che la reggono, riconduce il mobile agli stilemi del primo neoclassicismo fiorentino. Il decoro nonostante i mascheroni di gusto rinascimentale resta, infatti, legato ai motivi inglesi di gusto Adam, sia nella scelta decorativa della cintura, sia nel cespo fogliaceo che la collega ai sostegni diventando elemento architettonico, così come nei piedi intagliati, evidente rivisitazione del “claw and ball”.

Alcuni esempi non dissimili si trovano a Palazzo Pitti, altri sono oggi conservati al Quirinale, dove sono arrivati dopo l’unità d’Italia. Il confronto puntuale tra questi arredi ha permesso ad Alvar Gonzalez- Palacios di ipotizzarne un’unica paternità, da ricondurre secondo i suoi studi agli intagliatori attivi per la Galleria. Come indicato dalle note di pagamento, si tratta dell’intagliatore Lorenzo Dolci che opera con l’aiuto del figlio Antonio e del doratore Pasquale Corsani.

Il confronto tra il nostro arredo e quelli prodotti da questi artefici trova punti di contatto nell’impostazione architettonica così come nella scelta dell’ornato, si osservino a questo proposito i girali della cintura piuttosto che le protomi leonine così come le candelabre intagliate sui sostegni. Infine occorre considerare la realizzazione tecnica, la qualità dell’intaglio e la spessa doratura. Specifico di questi arredi è anche l’uso dei fondi punzonati che possiamo riscontrare anche sulla nostra consolle. Le stesse superfici di fondo si ritrovano nella coppia di consolle conservata a Palazzo Pitti, su cui sono collocati gli straordinari piani realizzati in commesso su disegno del Cioci raffiguranti elementi marini.

Bibliografia:

– Alvar González-Palacios, Il Tempio del Gusto, La Toscana e l’Italia Settentrionale, ed. Longanesi 1986;

– Alvar Gonzalez-Palacios, Il patrimonio artistico del Quirinale I Mobili Italiani, ed. Electa 1996;

– Simone Chiarugi, Botteghe di Mobilieri in toscana, ed. S.P.E.S. 1994;

– Enrico Colle, Il mobile neoclassico in Italia, ed. Electa 2005;

– Enrico Colle, I mobili di Palazzo Pitti, il primo periodo lorense 1737-1799, ed. Allemandi & C. 1997.

Antiquariato, Arte e Design

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