San Crispino o San Crispiniano

Statua raffigurante personaggio maschile

Tirolo

Metà del XVIII secolo

Descrizione:

Scultura raffigurante un personaggio maschile stante, in una posa dinamica, che poggia il peso sulla gamba destra, quella opposta leggermente avanzata, a creare un anchement che fa assumere al corpo una posizione spiraliforme. Le braccia sono aperte, quasi in un atteggiamento di stupore che sottolinea l’espressione del volto, con gli occhi albei sbarrati e la bocca aperta. Il capo è volto verso la sua sinistra, lievemente piegato verso la spalla, i capelli lunghi e una folta barba finemente cesellati. Indossa una tunica dalle maniche rimboccate, attorno alla vita porta un grembiule, nella cui cintura è trattenuto uno strumento da lavoro. Ai piedi delle scarpe allacciate con una fibbia; poggiante su un piccolo basamento circolare. In legno intagliato e laccato di bianco, alcuni particolari come gli orli delle vesti e delle fibbie.

Dimensioni: 94 x 50,5 x 39 cm

Analisi storico-stilistica:

La scultura sembra raffigurare un San Crispino o un San Crispiniano di Soissons, due santi martiri considerati protettori dei calzolai, per la professione che svolsero durante la missione di evangelizzazione nella Gallia. I due santi sono infatti solitamente raffigurati intenti nel proprio lavoro, come anche la nostra scultura, con gli abiti e gli strumenti di un artigiano, unitamente al fatto che indossa delle scarpe ai piedi.

Pur non potendo attribuire una paternità all’opera descritta, la scultura sembra riconducibile all’ambito tirolese della metà del XVIII secolo, mostrando affinità con alcune opere di Ingenuin Lechleitner (1676-1731), in particolare confronti sono possibili con le sculture realizzate per il parlamento tirolese a Innsbruck, in Austria. Pur essendo queste profane, simile è il contrasto tra la superficie bianca e i dettagli quali i bordi delle vesti rifinite in oro.

A indicare una produzione legata al gusto nordico vi è il paragone con l’opera di un altro artista, collocato ben più a nord, si tratta di Johann Joseph Imhoff (1739-1802) scultore di Colonia, autore di opere per la cattedrale cittadina, tra le quali un san Eriberto che presenta una modalità simile alla nostra nell’intagliare e laccare di bianco il legno e dorarlo parzialmente.

Antiquariato, Arte e Design

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