Madonna del cardellino

Scultura in legno di quercia

Fine del XVI secolo, Francia

Legno di quercia

Descrizione:

Scultura in legno di quercia raffigurante la Vergine stante, il peso poggiato sulla gamba sinistra, a creare un movimento a spirale con il corpo. Indossa una veste chiusa sul fronte da una serrata fila di bottoni, mentre sul capo porta un lungo mantello che scende, drappeggiandole, anche le spalle e crea un movimentato e plastico gioco di panneggi nella parte inferiore. nella mano sinistra è poggiato un piccolo uccello con le ali spiegate, mentre con il braccio opposto regge Gesù Bambino, che si sostiene con il braccio destro al corpo della Madre. Entrambe le figure hanno sul volto un’espressione seria e pensante.

Sono presenti tracce dell’antica policromia: il mantello era in origine rosso, mentre la parte interna e la veste sottostante erano cerulee.

Dimensioni: 59,5 x 27,5 x 20 cm

Analisi storico-stilistica:

La scultura è collocabile in area francese, come dimostrerebbero lo stile e l’iconografia della stessa. La resa minuziosa e incisiva delle stoffe e il leggero anchement che movimenta la figura della Vergine sono infatti una derivazione dalla tradizione della statuaria gotica d’oltralpe.

Anche l’iconografia è alquanto particolare e rimanda alla produzione francese. Se infatti la rappresentazione della cosiddetta Madonna del cardellino è usuale e si ritrova, nel corso dei secoli, in numerose opere pittoriche italiane, ben più difficile è invece ritrovarla in quelle scultoree.

Uno dei pochi esempi realizzati da un’artista italiano, ma con una soluzione ben lontana dalla nostra opera, è la Madonna con Bambino in trono a due committenti, opera di Stefano da Putignano datata 1517 e conservata nella chiesa Madre di San Nicola di Pàtara a Cisternino, dove Gesù è intento a giocare con un piccolo volatile. Il cardellino è infatti simbolo della Passione, per il caratteristico color cremisi che contraddistingue il piumaggio del capo che, secondo la tradizione, si sarebbe procurato sporcandosi di sangue, nel tentativo di estrarre una spina della corona sul capo di Cristo. per tale motivo, nella tradizione artistica, viene solitamente raffigurato come attributo di Gesù Bambino, che lo tiene stretto tra le mani, quale simbolica prefigurazione del proprio tragico destino.

Certamente meno conosciuta e diffusa è invece l’iconografia della Madonna con il Bambino nella quale il piccolo volatile è trattenuto non più dal figlio, ma dalla madre. Questa tipologia di raffigurazione sembra far riferimento alla produzione francese ancora tardo gotica. È infatti noto un esemplare lapideo, conservato presso il Museo del Bargello di Firenze, databile alla seconda metà del XIV secolo e collocabile proprio in quest’area geografica. Seppur certamente più tarda, la nostra scultura sembra provenire da un ambiente culturale e artistico affine a questo, nel quale questa iconografia veniva utilizzata.

Nonostante il verso della scultura sia rifinito, la resa plastica del panneggio pare più attenuata rispetto alla parte anteriore. Tale dettaglio fa supporre che la sua collocazione originaria fosse a ridosso di una parete o che fosse comunque posta sopra un piccolo altare che ne privilegiasse la fruizione frontale.

Antiquariato, Arte e Design

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