- Renato Guttuso | Suonatore di fisarmonica, 1961
Il dipinto è pubblicato nel “Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso” di Enrico Crispolti, vol. 2, ed. Mondadori, indicato con numero 59/28 e descritto come “Suonatore di fisarmonica, databile 1959, ubicazione ignota” .
Esso riflette lo stile espressivo e i soggetti popolari tipici della produzione del maestro, spesso legato al realismo sociale.
Firmato in basso a destra.
Al retro è presente etichetta della galleria “La Vetrina” di Roma con il titolo “Fisarmonicista” e la data.
Dimensioni: 67,5 x 52,5 cm (cornice 100 x 85 cm)
Codice: ARARNO0306437
Nato a Bagheria in Sicilia nel 1911, Renato Guttuso è stato uno dei più importanti artisti italiani del XX secolo, e il suo nome figura tra quelli che hanno segnato la storia dell’arte italiana della seconda metà del Novecento.
Scopre l’arte attraverso il padre, anch’esso pittore, e fin da ragazzino si dedica alla pittura di paesaggio, ritraendo gli scorci e i rilievi montuosi della sua terra, da cui si lascerà ispirare per tutta la sua carriera artistica.
Studia dapprima a Palermo, poi si sposta negli anni ’30 a Roma e infine nel 1932 arriva a Milano; in questi anni conosce molti artisti e letterati di spicco e soprattutto forma la sua coscienza politica antifascista.
Egli diventa un esponente di punta di Corrente, il movimento artistico il cui nome deriva da Corrente di vita giovanile, rivista nata nel 1938 a Milano, su idea del pittore Ernesto Treccani (Milano, 1920 – 2009); l’obiettivo del movimento era conciliare la vita politica a un’idea di arte indipendente, svincolato dal potere del regime fascista, in opposizione al gruppo del Novecento, considerato vicino al fascismo.
Sempre nel 1938 viene pubblicato il manifesto del gruppo, ma l’esperienza è già in parte conclusa nel 1943, con la soppressione della rivista da parte del regime fascista.
Nel 1945, per sfuggire alla repressione fascista, Guttuso scappa a Parigi, ove conosce Pablo Picasso.
Terminata la guerra, l’arte di Guttuso acquisisce un sempre maggior peso politico configurandosi come una delle esperienze più interessanti del suo tempo.
Aderisce al gruppo artistico Fronte Nuovo delle Arti (1946-48), per dare voce a tutti gli artisti che, per colpa del fascismo, non hanno potuto esercitare liberamente la propria arte in Italia.
Guttuso viaggia molto sia per l’Italia che all’estero, ottenendo riconoscimenti, importanti collaborazioni per scenografie teatrali, con riviste italiane e internazionali, oltre all’invito ad esporre più volte in occasione della Biennale di Venezia.
Dal 1965 vive e lavora a Roma a Palazzo del Grillo, senza mai abbandonare la carriera politica (non viene mai meno la sua fede comunista: già nel 1940 si era infatti iscritto al Partito Comunista d’Italia clandestino), culminante con l’elezione a senatore nel PCI nel 1976.
Il 18 gennaio del 1987 Renato Guttuso si spegne a Roma, all’età di settantacinque anni.
Guttuso è considerato il massimo esponente del neorealismo pittorico italiano, caratterizzato da un forte impegno civile, sociale e politico.
Il suo stile fonde espressionismo tedesco, nella scelta di utilizzare colori vividi, intensi e spesso contrastanti per trasmettere emozioni drammatiche, e il cubismo picassiano, rielaborando la scomposizione delle forme di Picasso, specialmente nel dopoguerra, per strutturare le sue composizioni, pur rimanendo figurativo.
La sua arte, indubbiamente realista, è profondamente radicata nella realtà del suo tempo, con uno sguardo alle classi popolari e una forte componente di denuncia sociale e politica: in essa si muovono personaggi politici, amici, artisti, gente comune, ma soprattutto, gli umili braccianti siciliani, ritratti con colori intensi e un linguaggio figurativo crudo e coinvolgente.
Non mancano i paesaggi mediterranei (Palermo, La Vucciria) e scene di vita non solo contadina, ma anche di lotte sindacali o scene allegorico/autobiografiche con un carattere più intimistico, soprattutto negli anni ’60-’70.
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