Eugenio Quarti | Arredo da salotto di antiquariato

Fine del XIX secolo

Descrizione:

Arredo da salotto, composto da divano, specchiera, espositore con vetrina, reggi-vaso, scrittoio con seggiola. Il divano è un arredo composto da due mobiletti con vani e antine a giorno sormontato da specchiera con andamento ad arco; la specchiera da parete contiene uno specchio terminante con due archi acuti su cui è inserito uno specchio tondo, sul fronte una leggera colonnina funge da porta-vaso mentre sul fianco è inserita una lampada in bronzo; il mobile espositore è composto da un vano a vetrina sotteso da ripiano a giorno e sormontato da uno specchio, un elaborato bronzo a motivi floreali contiene l’anta; quattro leggeri montanti reggono la colonna porta-vaso che presenta sottopiano un vano intercalato da un ripiano; Lo scrittoio è rettangolare col piano curvo sui fianchi più corti e accompagnato da una sedia con gambe ad arco e rivestita come il divano in seta gialla. I mobili sono realizzati in mogano impreziosito da filettature in ottone e ottone bianco, con inserti in madreperla con cui sono realizzati motivi decorativi orientaleggianti e intarsi floreali in mogano scurito.

Dimensioni: Divano 193 x 220 x 58 cm; specchiera 224 x 85 x 35 cm; Vetrina 187 x 85 x 30 cm; reggi-vaso 135 x 38 x 38 cm; scrittoio 75 x 107 x 60 cm          

Codice: ANMOAR0284415

Analisi storico-artistica:

Eugenio Quarti (1867-1929), dopo alcuni anni di formazione parigina e un breve apprendistato nella bottega di Bugatti a Milano nel 1888, poco più che ventenne apre una propria bottega a Milano. Se le prime opere che presenta all’ Esposizione internazionale di Anversa e a quella di Milano del 1894 risentono dell’influenza di Carlo Bugatti ben presto Quarti si rende indipendente da quel gusto assumendo uno stile proprio. Si tratta di un disegno sempre più raffinato alla ricerca di linee esili ed eleganti con intarsi delicati ma realizzati in materiali preziosi.

Nel 1900 all’Esposizione Internazionale di Parigi riceve per il salotto proposto il Grand Prix, massimo riconoscimento della fiera. Come riportato da Irene de Guttry “Si sono battuti per lui, richiamando la sapienza costruttiva di ebanista e la raffinatezza squisita dell’intarsiatore, i commissari inglese e giapponese, i due più competenti in arte applicata fra tutti i giurati”

Questo riconoscimento lancia a livello internazionale la carriera dell’ebanista lombardo, tanto vero che a Torino, nell’Esposizione di due anni dopo, la stessa sala di E. Quarti riceve il primo premio nell’elenco ma “fuori concorso” a motivo del premio ottenuto a Parigi, sottolineando così la sua superiorità sugli altri. Nelle foto storiche arrivate a noi si riconoscono la stessa seduta, la vetrinetta e lo scrittoio, di cui si conserva una foto del piano.

Quarti fu uno dei precursori nel progettare l’ambientazione degli arredi armoniosamente con tutto il complesso decorativo del locale in cui i mobili andavano inseriti, coordinandosi con gli altri artigiani per le decorazioni parietali, i tappeti ecc.

Anche per questo motivo oltre a partecipare in seguito a diverse esposizioni come quella a Milano del 1906, Esposizione internazionale del Sempione, Eugenio Quarti verrà ingaggiato nella realizzazione di ambienti che diventeranno iconici, come l’arredamento del Casinò di San Pellegrino Terme, fino all’interno del bar Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

A lui si affianca negli anni venti il figlio Mario che alla morte del padre assumerà la direzione dell’azienda di famiglia.

La sala qui proposta è una di alcune variazioni sul tema realizzate dal prototipo presentato a Parigi, dove però i pezzi esposti in mostra sono mantenuti tali e quali. Tra le varianti note va detto che la specchiera ed il divano sono di rara bellezza. La stoffa è stata indubbiamente sostituita nel tempo mentre gli arredi sono conservati in modo ottimale.

Numerose collezioni pubbliche espongono opere di Eugenio Quarti, tra le principali ricordiamo il Museo di Arti decorative di Milano al Castello Sforzesco nelle cui collezioni sono conservati numerosi arredi di Quarti e dove è oggi esposta una sedia come quella qui descritta. Al museo milanese si aggiunge il prestigioso Musée d’Orsay di Parigi dove sono conservati uno scrittoio e seduta del 1898, due arredi meno leggeri ma che già fanno capire come l’ebanista si stia presentando con uno stile personale.

Una versione simile al salotto descritto ma con alcune varianti è conservata alla Fondazione Chiara e Francesco Carraro.

Alcuni dei mobili facenti parte dell’arredo (scrittoio, sedia, specchiera, espositore con vetrina) sono stati presentati all’esposizione dedicata all’Art Nouveau: “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, mostra a cura di Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, svoltasi presso  Palazzo Martinengo a Brescia, dal 24 Gennaio al 14 Giugno 2026.

Bibliografia:
  • I mobili alla prima esposizione internazionale d’Arte Decorativa Moderna, catalogo dell’esposizione Torino libreria, Tecnico-artistica Crudo & Lattuada, 1902;
  • Prima esposizione internazionale d’arte decorativa moderna sotto l’alto patronato di S.M. il Re d’Italia – Relazione della Giuria Internazionale – Torino 1902, tipografia Roux e Viarengo Torino, 1903;
  • C. Alberici – R. Bossaglia, Eugenio e Mario Quarti, dall’ebanisteria liberty all’arredamento moderno, Antonio Cordani in Milano, 1980;
  • V. Brosio, Lo stile Liberty, Vallardi, 1981;
  • I. de Guttry, M. P. Maino, Il mobile liberty italiano, Laterza, 1983;
  • R. De Grada, F. Gualdoni, M. Marsich, P. Scarzella, O. Selvafolta, Il mobile del novecento, De Agostini, 1991;
  • F. Tasso, Eugenio e Mario Quarti nelle raccolte del Castello Sforzesco, Skira, 2008;
  • Liberty. L’arte dell’Italia moderna, catalogo della mostra, a cura di Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari (Brescia, Palazzo Martinengo 24 Gennaio – 14 Giugno 2026), Silvana Editoriale, 2026.  
Immagine di Antiquariato, Arte e Design

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