Ritratto del giovane Donizetti, attribuito a Francesco Coghetti

Francesco Coghetti (Bergamo, 1801 – Roma, 1875) attribuito a

Olio su tela, 74x62 cm.
Già fam. Donizetti, già fam. Dolci

Descrizione:

Il dipinto riprende l’immagine del musicista all’età di circa 25 anni, con una folta capigliatura e lunghi favoriti. Ritratto a mezzo busto, rivolge lo sguardo a sinistra dell’osservatore, mentre stringe a se il mantello con un risvolto di seta rossa ed il collo di pelliccia. I colori scuri dell’abbigliamento e del fondo fanno risaltare il volto in modo luminoso, esaltando lo sguardo sereno e limpido.
Cm. 74×62

Dimensioni: Cm. 74×62

CODICE: ARTOTT0001006

Analisi storico-stilistica:

L’opera mostra una forte somiglianza ad una litografia eseguita da Raffaele D’Auria a Napoli presumibilmente nel 1824, dove Donizetti si era trasferito a partire dal 1822. In essa il musicista è rappresentato in controparte, con lo sguardo rivolto a destra dell’osservatore, ma il volto e la capigliatura sono gli stessi.
In quegli anni Coghetti, pittore amico di Donizetti, operava a Roma e dunque, è verosimile che dipinse il ritratto a partire dalla litografia, senza dover necessariamente immaginare che il musicista abbia frequentato a lunghe riprese lo studio dell’amico; ugualmente non è da escludere il passaggio di Donizetti a Roma, città nella quale ebbe più volte contratti per concerti durante il periodo della residenza a Napoli.

Si tratta di un ritratto di notevole interesse, perché documenta la prima immagine del musicista adulto, finora inedita e sconosciuta (escludendo appunto i due di mediocre qualità che lo ritraggono adolescente nel 1815 e nel 1817, entrambi oggi presenti nella collezione del Museo donizettiano di Bergamo).

Sul retro del dipinto sono presenti due scritte che contribuiscono anch’esse a dare all’opera in modo definitivo un forte interesse storico oltre che artistico.
La prima è posta a penna ed inchiostro sulla tela : “di proprietà della famiglia di Andrea Donizetti di Bergamo”.

La seconda, sempre a penna, è posta sulla parte laterale del telaio “questo dipinto mi fu donato da Andrea Donizetti, Dolci”.
La prima scritta sottolinea la provenienza diretta del dipinto dalla famiglia Donizetti, alla quale fu probabilmente inviato in dono dallo stesso Gaetano. L’Andrea a cui fa riferimento in questo caso potrebbe essere l’Andrea padre (1765-1835) a cui il dipinto apparteneva.
La seconda scritta è di sicura scrittura olografa di Antonio Dolci (1798-1869), compagno di scuola ad amico fraterno di Donizetti, come è facilmente riscontrabile confrontandola con le numerose lettere scritte a Donizetti. Con essa si attesta il passaggio diretto del dipinto dalla collezione della famiglia all’amico, come gesto di riconoscenza della sua continua presenza ed aiuto, soprattutto negli anni difficili della malattia di Gaetano.

La Soprintendenza considera l’opera di interesse storico artistico e particolarmente importante per il patrimonio nazionale.

Bibliografia:

– Paolo Fabbri, Donizetti ritratto in piedi. Il museo donizettiano a Bergamo, ed. Sestante, 2016

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