{"id":2062,"date":"2023-09-11T10:27:55","date_gmt":"2023-09-11T08:27:55","guid":{"rendered":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/?p=2062"},"modified":"2024-01-12T13:02:40","modified_gmt":"2024-01-12T12:02:40","slug":"gli-intagliatori-neoclassici-dei-savoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/gli-intagliatori-neoclassici-dei-savoia\/","title":{"rendered":"Gli intagliatori neoclassici dei Savoia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La grande ed eterogenea ricchezza degli arredi, dipinti e suppellettili torinesi \u00e8 senza dubbio legata alle facoltose committenze sabaude. Tra le pi\u00f9 longeve e importanti casate italiane, quella dei Savoia fu una famiglia tanto attiva politicamente, quanto culturalmente. <\/h5>\n\n\n\n<p>Del resto \u00e8 ormai noto come l&#8217;arte e la cultura pi\u00f9 in generale siano storicamente usate dai nobili e potenti come strumento di autorappresentazione, e quindi affermazione, del proprio orgoglio dinastico. Ne consegue come le principali corti italiane ed europee concorrano a ingenti commissioni per i propri palazzi di rappresentanza e dimore di residenza, arredate in modo opulento e sfarzoso.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ascesa dei Savoia, e dunque l&#8217;avvio dei principali cantieri, si ebbe a partire dalla met\u00e0 del XVII secolo e prosegu\u00ec fino alla met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, seppur con qualche interruzione a causa dei francesi, prima alla fine del Seicento e poi con la discesa degli eserciti napoleonici un secolo pi\u00f9 tardi. <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Queste incursioni portarono alla distruzione di numerose delizie della nobilt\u00e0 e alle dispersioni, parzialmente arginate negli anni della Restaurazione, quando il dominio dei Savoia fu ripristinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo di massimo splendore fu quello tra le due invasioni: con la rifondazione dello stato e il rinato orgoglio dinastico sabaudo, il Settecento fu caratterizzato da una nuova spinta artistica. Innumerevoli cantieri videro il loro avvio nel XVIII secolo, inizialmente con il genio di <strong>Filippo Juvarra<\/strong>, chiamato dalla Sicilia nel 1714 e attivo nella capitale sabauda per un ventennio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;estro dell&#8217;architetto \u00e8 apprezzabile in particolar modo nella residenza di Stupinigi, dove pot\u00e9 costruire dal nulla, senza i limiti di edifici preesistenti. A questi succedette Benedetto Alfieri, il cui stile si contraddistinse per imperante gusto barocchetto di chiara derivazione francese.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/torino-5069626_1280-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2064\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/torino-5069626_1280-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/torino-5069626_1280-300x200.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/torino-5069626_1280-768x512.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/torino-5069626_1280.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Palazzina di caccia di Stupinigi<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Solamente dal 1780 il Neoclassicismo trov\u00f2 spazio nelle botteghe dei mobilieri e minusieri torinesi, aprendosi alla nuova moda imperante europea, in un ottica di rinnovamento delle residenze reali. La regia pass\u00f2 ad altre due grandi personalit\u00e0: il <strong>Primo Architetto reale Giuseppe Battista Piacenza<\/strong>, spesso coadiuvato da Carlo Randoni, e <strong>Leonardo Marini<\/strong>, costumista al Teatro Regio e successivamente anche arredatore d&#8217;interni e ornatista, con la carica di \u00abdisegnatore ordinario della camera e del gabinetto del Re\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto la direzione di questi erano attivi numerosi artisti e artigiani, altamente specializzati nelle varie tecniche lavorative per realizzare arredi scenografici ma raffinati.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Tra questi il nome che spicca su tutti \u00e8 certamente quello di <strong>Giuseppe Maria Bonzanigo<\/strong>, intagliatore assai raffinato e in grado di farsi apprezzare tanto dai Savoia quanto dalle autorit\u00e0 imperiali con la dominazione napoleonica, per poi tornare all&#8217;attivo per la casa sabauda con la Restaurazione. La sua attivit\u00e0 per la famiglia reale \u00e8 ampiamente documentata dai documenti archivistici e resa nota grazie al lavoro di Alessandro Baudi di Vesme grazie alla redazione delle omonime schede.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 del 1773 il primo pagamento per &#8220;dissegni, lavori di cornici, e varj ornamenti di scultura fatti nel corr.e anno&#8221;, dove il nostro figura attivo assieme ad altri cinque intagliatori.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"473\" height=\"600\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giuseppe_maria_bonzanigo_ritratto_di_bodoni_1770-1800_circa_asti_museo_civico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2066\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giuseppe_maria_bonzanigo_ritratto_di_bodoni_1770-1800_circa_asti_museo_civico.jpg 473w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Giuseppe_maria_bonzanigo_ritratto_di_bodoni_1770-1800_circa_asti_museo_civico-237x300.jpg 237w\" sizes=\"auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Giuseppe Maria Bonzanigo, Ritratto di Bodoni, 1770-1800 ca. Asti, Museo Civico<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>La sua bravura fu tale che l&#8217;anno successivo fu ammesso all&#8217;Accademia di San Luca, fino a quel momento destinata solo agli artisti &#8220;maggiori&#8221;, ossia pittori e scultori, mentre gli artigiani mobilieri erano rimandati all&#8217;Universit\u00e0 (ossia Corporazione) dei minusieri ed ebanisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dato riveste un certo rilievo, non solo perch\u00e9 testimonia il riconoscimento da parte ella comunit\u00e0 artistica dell&#8217;attivit\u00e0 di Bonzanigo, ma anche perch\u00e9 dimostra come questi si dedicasse prevalentemente al disegno e alla decorazione a intaglio degli arredi, mentre la parte strutturale era rimandata a un minusiere (di frequente Giovanni Gallinotto).<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Nel 1787 fu nominato &#8220;scultore in legno&#8221; di Vittorio Amedeo III:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa particolare abilit\u00e0 e perizia dimostrata dallo scultore in legno Giuseppe Maria Bonzanigo nell&#8217;eseguimento de&#8217; diversi travagli statigli da parecchi anni a questa parte ordinati per nostro servizio, e di quelli singolarmente che ha in ultimo luogo con singolare maestria perfezionati, invitandoci a dargli un contrassegno della nostra beneficenza, ci siamo disposti a stabilirlo nostro scultore in legno, allo oggetto anche di maggiormente animarlo a distinguersi nell&#8217;arte suddetta [&#8230;] coll&#8217;annuo stipendio di lire duecento\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Palazzina_di_Stupinigi_-_Salotto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2065\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Palazzina_di_Stupinigi_-_Salotto.jpg 800w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Palazzina_di_Stupinigi_-_Salotto-300x169.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Palazzina_di_Stupinigi_-_Salotto-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Palazzina di caccia di Stupinigi, salotto<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Proprio a met\u00e0 degli anni Ottanta Bonzanigo aveva lavorato a Stupinigi e probabilmetne sono proprio questi i lavori ai quali si fa riferimento nella nomina reale; alla fine dello stesso decennio fu attivo negli Appartamenti dei Duca d&#8217;Aosta a Torino e alla Venaria. Sempre le carte ci danno uno spaccato di come la bottega di Giuseppe Maria Bonzanigo, a questa altezza cronologica, dovesse essere gi\u00e0 ben avviata: dal censimento delle arti risultano presenti tredici collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 ben comprensibile, le forniture reali si interruppero nel 1799 con la discesa delle truppe francesi ma, come gi\u00e0 si \u00e8 accennato, la sua grande capacit\u00e0 fu quella di riconvertire la propria arte per realizzare opere apprezzate dal nuovo pubblico.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><strong>Proprio in questi anni Bonzanigo inizi\u00f2 a produrre microsculture sapientemente realizzate grazie alla propria capacit\u00e0 di fine intagliatore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi oggetti appartengono a uno dei filoni pi\u00f9 noti e ricercati, in particolare dai numerosi turisti che proprio in quegli anni sceglievano l&#8217;Italia come meta dei loro viaggi e che acquistavano questi curiosi oggetti come colti souvenirs da riportare in patria. La produzione dei microintagli prosegu\u00ec anche durante gli anni della Restaurazione, anche grazie all&#8217;affermazione sempre maggiore del Grand Tour, che vide la presenza di un gran numero di stranieri di passaggio verso le rovine archeologiche di Roma e del sud Italia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"482\" height=\"375\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Cattura.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2068\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Cattura.png 482w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/Cattura-300x233.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Giuseppe Maria Bonzanigo, paravento (particolare), appartamenti Reali, Palazzina di Caccia di Stupinigi<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>D&#8217;altro canto, ripresero anche le committenze reali, tanto che nel 1820 Bonzanigo fu impegnato in due cantieri per le residenze reali: la Sala da Ballo, detta Rond\u00f2, in Palazzo Reale per la quale realizz\u00f2 quattro porte e altrettanti trumeau intagliati; successivamente nel castello di Govone, in particolare nei gabinetti del re e nella camera da letto della regina.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua grande abilit\u00e0 nell&#8217;intaglio e soprattutto la sua grande inventiva, fanno di Bonzanigo l&#8217;intagliatore neoclassico dei Savoia pi\u00f9 apprezzato e noto al giorno d&#8217;oggi. Come gi\u00e0 si accennava, seppur sotto la direzione di personalit\u00e0 come Piacenza e Marini, al nostro spetta sovente l&#8217;idea e il disegno stesso dei mobili poi realizzati. Dai suoi progetti emerge infatti l&#8217;abilit\u00e0 di un artista che, pur non essendosi mai spostato da Torino, fu in grado di recepire, facendole proprie, la cultura figurativa italiana ed europea pi\u00f9 alla moda, esente da provincialismi.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Se Bonzanigo figura come artista di spicco, egli non fu per\u00f2 l&#8217;unico a ottenere la nomina di scultore del legno di Sua Maest\u00e0. Gi\u00e0 prima di lui, Francesco Bolgi\u00e8 era stato nominato nel 1775, per essere affiancato quattro anni dopo da Giuseppe Antonio Gianotti. Particolarit\u00e0 del secondo \u00e8 che fu mandato a Parigi, per perfezionare la propria tecnica, solo successivamente alla nomina e non prima, come invece parrebbe pi\u00f9 logico.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la sua carriera Bolgi\u00e8 fu ampiamente apprezzato dalla casa sabauda, tanto da poter vantare uno stipendio sempre maggiore rispetto a quello dei due colleghi e venendo anche egli richiamato con la Restaurazione (tra l&#8217;altro anche lui fu attivo nella decorazione della nuova sala da ballo in Palazzo Reale).<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-id=\"2070\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2070\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7-300x300.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7-150x150.jpg 150w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7-768x768.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7-60x60.jpg 60w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO01177198_7.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">Fracesco Bolgi\u00e8, Consolle (particolare), Torino, 1790 ca.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>La sua fortuna critica, oggi quanto allora, appare per\u00f2 secondaria rispetto a Bonzanigo. Di frequente relegato in secondo piano, se risulta aver licenziato quantitivamente un numero maggiore di arredi per la famiglia reale, pi\u00f9 difficile \u00e8 l&#8217;attribuzione di pezzi realizzati per committenze altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente a concorrere a questa difficolt\u00e0 vi \u00e8 il fatto che per lo pi\u00f9 Bolgi\u00e8 si avvaleva di disegni di Marini per la realizzazione dei mobili, non essendo egli stesso inventore. Inoltre, seppur attivo durante gli anni del dominio napoleonico, la sua capacit\u00e0 di riadattare la propria arte non fu pari a quella di Bonzanigo.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Continuando nella sua attivit\u00e0 di costruttore di mobili, non fu in grado, come il collega, di capire la richiesta della nuova clientela, specializzandosi appositamente nella realizzazione di un oggetto che trovava una sua specificit\u00e0 di mercato, come gli eleganti microintagli altamente richiesti dai viaggiatori.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2071 size-full\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1-300x300.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1-150x150.jpg 150w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1-768x768.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1-60x60.jpg 60w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANTACO117719_1.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/consolle-dapplique-francesco-bolgie-torino-1790-ca\/\">Francesco Bolgi\u00e8 (1752-1834),<br>Torino 1790 ca.<\/a><\/h3>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2072 size-full\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1-768x768.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1-60x60.jpg 60w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/ANCOSP0192957_1-1.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/intaglio-floreale-torino-fine-del-xviii-secolo\/\">Intaglio floreale, Torino, fine XVIII secolo<\/a><\/h3>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grande ed eterogenea ricchezza degli arredi, dipinti e suppellettili torinesi \u00e8 senza dubbio legata alle facoltose committenze sabaude. 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