{"id":1532,"date":"2021-03-22T12:27:17","date_gmt":"2021-03-22T11:27:17","guid":{"rendered":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/?p=1532"},"modified":"2023-07-18T15:01:35","modified_gmt":"2023-07-18T13:01:35","slug":"dal-disegno-al-marmo-antonio-canova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/dal-disegno-al-marmo-antonio-canova\/","title":{"rendered":"Dal disegno al marmo: Antonio Canova"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La scultura di marmo \u00e8 una tra le forme artistiche pi\u00f9 complesse. La sua realizzazione, a differenza della terracotta, prevedeva infatti una lavorazione di tipo sottrattivo. L&#8217;artista doveva intervenire con scalpelli e martelli sul blocco di pietra, prima sbozzando a grandi linee i volumi, per poi intervenire con ceselli utili alla definizione dei particolari.<\/h5>\n\n\n\n<p>Grande attenzione doveva essere prestata a non togliere pi\u00f9 di quanto necessario, eventuali errori potevano essere risarciti con inserti in gesso, che andavano per\u00f2 a intaccare il pregio dell\u2019opera. Anche la scelta del blocco di marmo era importantissima, in quanto durante la lavorazione potevano verificarsi crepe o spaccature all\u2019altezza delle venature della pietra.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 ben noto, le sculture in marmo videro il loro momento d\u2019oro nell\u2019antichit\u00e0 greco-romana, anche se con un effetto ben lontano rispetto a quello al quale siamo abituati. I ritrovamenti sette e ottocenteschi riportarono alla luce delle opere in cui il marmo era a vista, con quell\u2019effetto candido che tanto venne elogiato. Gli studi condotti nel XX secolo hanno invece dimostrato la presenza di tracce policrome. Le statue erano infatti completamente dipinte, a creare un effetto di maggiore mimetismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio sull\u2019onda della fortuna della statuaria antica, questa tecnica artistica venne particolarmente apprezzata a partire dal Rinascimento con grandi personalit\u00e0 quali Michelangelo, passando poi al Barocco con Bernini e, quasi due secoli pi\u00f9 tardi, Antonio Canova.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Quest\u2019ultimo fu uno dei portavoce della cultura neoclassica, caratterizzata per l\u2019appunto da una riscoperta dell\u2019antico, sull\u2019onda delle teorie di Winckelmann, secondo il quale l\u2019arte greca era espressione di \u201cnobile semplicit\u00e0 e quieta grandezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Grazie al prezioso archivio di opere lasciate da Canova, si sono potute studiare le modalit\u00e0 operative della sua bottega per la realizzazione delle sculture in marmo. Se tali procedimenti possono essere ipotizzati anche per gli altri scultori, tra i quali i celebri nomi citati, \u00e8 con Canova che si assiste a una vera e propria razionalizzazione del processo, anche alla luce dell&#8217;egemonia della cultura illuminista.<\/h5>\n\n\n\n<p>La prima fase era certamente quella di ideazione. La scelta del soggetto, solitamente indicata dai committenti, e l\u2019elaborazione delle posizioni dei personaggi erano rappresentati in disegni. Questi studi prevedevano diverse raffigurazioni da pi\u00f9 punti di vista, per cercare di analizzare su un supporto bidimensionale quella che sarebbe poi stata un\u2019opera tridimensionale, fruibile da pi\u00f9 angolazioni. Come si \u00e8 detto, essendo uno dei portavoce dell\u2019arte neoclassica, Canova spesso prese spunto per questa prima fase da opere antiche, sia sculture che pitture, come per il disegno di Amore e Psiche (conservato presso il Museo Civico di Bassano del Grappa), tratto da una scenetta di Ercolano raffigurante un Fauno e Baccante e tradotto in varie incisioni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"627\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/canova-disegno-bassano-29-1040-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1542\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/canova-disegno-bassano-29-1040-1.jpg 900w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/canova-disegno-bassano-29-1040-1-300x209.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/canova-disegno-bassano-29-1040-1-768x535.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Bozzetto di Antonio Canova<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"550\" height=\"667\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Eros_e_Psiche_Ercolano-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1543\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Eros_e_Psiche_Ercolano-2.jpg 550w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Eros_e_Psiche_Ercolano-2-247x300.jpg 247w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Eros e Psiche<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>L\u2019artista procedeva poi con la realizzazione di un modellino in terracotta, al fine di analizzare la resa dei volumi e soprattutto gli effetti chiaroscurali di un oggetto tridimensionale. Questi modelletti erano considerati da Canova alla stregua di veri e propri studi personali, tanto che li conservava gelosamente all\u2019interno degli armadi nel proprio studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scultore procedeva dunque alla realizzazione di un modello di argilla a grandezza naturale, rifinito il pi\u00f9 possibile. Questo veniva ricoperto da un involucro di gesso, al fine di realizzare la forma all\u2019interno della quale veniva a sua volta fatto colare del gesso in forma liquida e, una volta solidificato, si otteneva una scultura pressoch\u00e9 identica alla scultura in marmo finale.<br>L\u2019attenta bottega di Canova procedeva dunque con l\u2019applicazione dei rep\u00e8re, chiodini in bronzo posti simmetricamente e a una precisa distanza gli uni dagli altri.&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Alcuni, chiamati punti chiave, erano pi\u00f9 sporgenti rispetto agli altri per indicare gli estremi massimi di ingombro della statua.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello in gesso e il blocco in marmo venivano dunque posti sotto due telai con dei fili a piombo per indicare i punti di maggior sporgenza, consentendo ai collaboratori di delineare sommariamente i volumi nel blocco. Le forme venivano quindi rifinite sempre pi\u00f9 grazie al cosiddetto \u201cmetodo del pantografo\u201d. Le distanze tra i chiodini venivano misurate e minuziosamente riportate sul marmo mediante l\u2019ausilio di un compasso, consentendo dunque di riprodurre fedelmente il modello. Per tale motivo i gessi non venivano mai venduti, ma rimanevano nella bottega per essere usati nelle commissioni future, come facevano gi\u00e0 i pittori con i propri cartoni.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"551\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/duplicare-gabbia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1546\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/duplicare-gabbia.jpg 800w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/duplicare-gabbia-300x207.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/duplicare-gabbia-768x529.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Duplica la gabbia<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Anche gli strumenti cambiano, dal martello si passa al cesello e a scalpelli pi\u00f9 piccoli, che consentono di trattare le superfici e di renderne la differente matericit\u00e0.<br>Il fascino e l\u2019apprezzamento nei confronti delle sculture di Antonio Canova non \u00e8 sempre stato uguale. Gi\u00e0 in epoca romantica e fino alla met\u00e0 del XX secolo, l\u2019artista \u00e8 stato vittima di giudizi negativi. L\u2019attenzione all\u2019impiego della corretta tecnica e alla pulizia formale delle sue opere \u00e8 stata intesa come una negazione della creativit\u00e0 e dell\u2019impulsivit\u00e0 che dovrebbero contraddistinguere l\u2019atto artistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Canova \u00e8 stato visto come una figura che ha soppresso il genio dell\u2019artista a favore di un\u2019estetica che soddisfacesse il gusto imperante. Emblematica di questa considerazione \u00e8 la descrizione che gli rivolse Roberto Longhi: \u201cAntonio Canova, lo scultore nato morto, il cui cuore \u00e8 ai Frari, la mano all\u2019Accademia, il resto non so dove\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare come queste critiche si collochino all\u2019interno di un\u2019ideologia che tendeva a stigmatizzare gli artisti che si avvalevano di differenti aiuti e che erano pi\u00f9 attenti al rigore dell\u2019opera finita. A queste figure, come il Canova, venivano preferiti artisti che nelle loro opere facevano emergere quella che era considerata una loro personale interpretazione della realt\u00e0, primi tra tutti Caravaggio.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"236\" height=\"366\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/metodo_scultore_clip_image005.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1548\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/metodo_scultore_clip_image005.jpg 236w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/metodo_scultore_clip_image005-193x300.jpg 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Recentemente Antonio Canova ha avuto la fortuna critica che merita, quale principale esponente del gusto di un preciso momento storico e culturale. Ne \u00e8 dimostrazione la fama della celebre Gypsotheca di Bassano del Grappa, che invitiamo a visitare. Nel museo sono infatti conservati i celebri gessi che lo scultore custodiva nel suo atelier romano, e che furono fatti arrivare nel suo paese natale dal fratellastro, il vescovo Giovanni Battista Sartori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 grazie agli studi del&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.museocanova.it\/\">museo di Bassano<\/a>&nbsp;che possiamo descrivere le tecniche dello scultore.<br>A ulteriore riprova della fortuna ottenuta da Antonio Canova, vi \u00e8 anche il successo della mostra, a cura di Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca, a lui dedicata presso le Gallerie d\u2019Italia a Milano. Canova \/ Thorvaldsen.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Trailer della mostra &quot;Canova | Thorvaldsen&quot; | Gallerie d&#039;Italia di Milano\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MDJZ9zR4Lec?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>La nascita della scultura moderna, ove sono state magistralmente confrontate, attraverso una grandissima quantit\u00e0 di opere, la produzione scultorea del nostro e quella del suo alter ego danese Bertel Thorvaldsen, anch\u2019egli attivo a Roma.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Citando la presentazione dell&#8217;esposizione stessa, spetta proprio a Canova la capacit\u00e0 di aver assegnato un nuovo ruolo alla scultura, oramai predominante sulle altre tre arti, confrontandosi e superando gli antichi.<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scultura di marmo \u00e8 una tra le forme artistiche pi\u00f9 complesse. 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