{"id":1504,"date":"2021-05-01T12:01:31","date_gmt":"2021-05-01T10:01:31","guid":{"rendered":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/?p=1504"},"modified":"2023-07-18T15:02:44","modified_gmt":"2023-07-18T13:02:44","slug":"arazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/arazzi\/","title":{"rendered":"Arazzi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Se gi\u00e0 in epoche precedenti non era insolito tappezzare i muri con raffinati rivestimenti, anche con lo scopo di isolare gli ambienti dal freddo, fu certamente nel Medioevo che gli arazzi iniziarono ad essere delle vere e proprie opere d&#8217;arte molto ricercate.<\/h5>\n\n\n\n<p>Iniziarono dunque ad affermarsi rinomate manifatture specializzate nella produzione di questi capolavori.<br>Gli arazzi sono infatti straordinarie opere tessili, nelle quali i fili, abilmente lavorati, vanno a formare scene, spesso bordate da una cornice riccamente decorata. Gli arazzi erano opere molto preziose e, per tale motivo, spesso erano testimonianza della ricchezza e delle possibilit\u00e0 economiche di coloro che li possedevano. Erano inoltre molto ricercati anche per la facilit\u00e0 con la quale potevano essere rimossi e ricollocati sulle pareti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa peculiarit\u00e0 consentiva di sostituirli con una certa frequenza, in base al gusto del momento nel caso di una dimora privata, oppure per celebrare differenti festivit\u00e0 religiose se costituivano l\u2019apparato decorativo e liturgico di una chiesa. La grande facilit\u00e0 di trasporto consentiva inoltre ai nobili di portarli con loro durante gli spostamenti presso le varie dimore, consentendo loro di avere sempre a disposizione&nbsp; queste opere pregiate. Gli arazzi erano infatti privi di un supporto rigido e una volta ripiegati potevano essere agilmente collocati entro casse poi caricate su carri o sugli animali da soma.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;arte degli arazzi si svilupp\u00f2 soprattutto in Francia, diffondendosi anche nelle Fiandre e diventando richiesta da tutte le pi\u00f9 importanti corti europee.<\/h5>\n\n\n\n<p>Gli arazzi venivano realizzati mediante l\u2019impiego di telai, certamente fondamentale era l\u2019abilit\u00e0 del tessitore che doveva essere rapido ma preciso per delineare le figure. I materiali con i quali potevano essere realizzati erano differenti. Se durante il Medioevo era la lana ad essere maggiormente impiegata, anche perch\u00e9 facilmente reperibile, i materiali andarono via via impreziosendosi. Nel XIV secolo \u00e8 attestato che i fabbricanti di Arras impiegassero una qualit\u00e0 migliore di lana, pi\u00f9 sottile, assieme a fili d\u2019oro e di seta, contraddistinguendosi proprio per la grande abilit\u00e0 nella lavorazione di fili metallici.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>L\u2019impiego misto di seta e lana consentiva infatti di ottenere un tessuto pi\u00f9 fine e spesso questi filati erano intrecciati assieme a fili dorati o argentati che impreziosivano ulteriormente l\u2019arazzo. Non \u00e8 un caso che il nome del piccolo centro manifatturiero francese venne italianizzato in \u201carazzo\u201d, dando il nome alle opere tessili che lo avevano reso tanto celebre.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Un cambiamento nell&#8217;arte dell&#8217;arazzo vi fu in epoca rinascimentale, come naturale conseguenza della concezione gerarchica delle arti, che vedeva il predominio della pittura.<\/h5>\n\n\n\n<p>I maestri tessitori, che nei secoli precedenti disponevano di grande inventiva e autonomia artistica, furono progressivamente costretti a sottostare al progetto di un artista, caratterizzandosi sempre pi\u00f9 come meri copisti. Certamente l\u2019abilit\u00e0 dei maestri e delle manifatture era sempre apprezzata per la lavorazione, ma comunque legata alla capacit\u00e0 di resa minuziosa del modello di riferimento. Tra il XV e il XVI secolo si diffondono sempre pi\u00f9 le committenze a grandi artisti per la realizzazione di grandi cartoni che le manifatture avrebbero impiegato come riferimento. Tra questi, i pi\u00f9 celebri sono certamente quelli realizzati da Raffaello, con le storie della vista dei santi Pietro e Paolo commissionati da Leone X e da collocarsi nella Cappella Sistina.L\u2019impiego misto di seta e lana consentiva infatti di ottenere un tessuto pi\u00f9 fine e spesso questi filati erano intrecciati assieme a fili dorati o argentati che impreziosivano ulteriormente l\u2019arazzo. Non \u00e8 un caso che il nome del piccolo centro manifatturiero francese venne italianizzato in \u201carazzo\u201d, dando il nome alle opere tessili che lo avevano reso tanto celebre.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Ma la nazione protagonista nella produzione degli arazzi fu senza ombra di dubbio la Francia. In particolare Francesco I fond\u00f2 una manifattura che fosse al suo completo servizio e con la quale poter eludere il rigido sistema professionale, al fine di eliminare l&#8217;influenza degli arazzi fiamminghi, pur chiamando egli stesso degli artisti stranieri, probabilmente di Tournai.<\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"973\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/800px-Louis14-H-768x973-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1506\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/800px-Louis14-H-768x973-1.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/800px-Louis14-H-768x973-1-237x300.jpg 237w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Luigi XIV visita i Gobelins con Colbert &#8211; Arazzo della serie &#8220;Histoire du roi&#8221;<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Successivamente, Enrico II decise di istituire un vero e proprio centro di formazione professionale, fondamento per una futura manifattura autoctona parigina. Per tale progetto si avvalse degli insegnamenti dei maestri tessitori di Tournai, che si occuparono di trasmettere il mestiere agli orfani dell\u2019H\u00f4pital de la Trinit\u00e9, istituto che diede il nome alla manifattura stessa. Al fine di fornir loro una formazione il pi\u00f9 completa possibile, agli studenti erano insegnate anche nozioni sulla pittura e le tecniche di cardatura e filatura della lana.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Ma certamente la manifattura pi\u00f9 celebre per la produzione di arazzi fu quella dei Gobelins, organizzati nel 1667 tramite pubblici decreti di Jean-Baptiste Colbert su volere di Luigi XIV, che ne decretarono l&#8217;appartenenza alla manifattura reale del mobilio della Corona.<\/h5>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>A Charles LeBrun fu affidata la direzione, fu infatti lui a ricevere il merito di comprendere pienamente le peculiarit\u00e0 della tecnica dell\u2019arazzo. Egli era infatti incaricato di fornire i disegni dai quali gli artisti appartenenti alla manifattura derivavano il \u201cmodello\u201d, ossia un dipinto delle stesse dimensioni dell\u2019arazzo. Se LeBrun era molto attento nella fedele riproduzione del proprio disegno e del proprio modellato, non cerc\u00f2 mai di subordinare gli arazzi alla pittura, evitando di fornire precise indicazioni in merito ai colori da utilizzarsi e lasciando una certa libert\u00e0 ai maestri tessitori nella trasposizione cromatica.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"953\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Le_brun.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1507\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Le_brun.jpg 750w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Le_brun-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Charles LeBrun<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Dall\u2019altro canto, la necessit\u00e0 di far eseguire un grande numero di modelli e cartoni port\u00f2 Le Brun a chiamare un cospicuo nucleo di pittori. Successivamente al periodo d\u2019oro degli arazzi, letteralmente parlando proprio per il grande impiego del prezioso filo metallico, sub\u00ec una crisi nel 1690, a causa del cambiamento di indirizzo politico. A fronte del fasto finalizzato alla celebrazione della figura del Re Sole si iniziarono a produrre arazzi con una maggiore attenzione alla resa cromatica, fedelmente tratti dal modello preparatorio. Rispetto alla produzione celebrativa degli anni precedenti, gli arazzi diventarono prevalentemente narrativi, oramai opere prettamente decorative. Nei secoli successivi gli arazzi <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>furono sempre molto richiesti, tanto che ancora in diversi palazzi settecenteschi occupavano ancora intere pareti dei grandi palazzi nobiliari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il XVIII secolo vide per\u00f2 l\u2019inizio del loro declino, anche nella nazione che li aveva prodotti maggiormente. I muri delle sfarzose dimore francesi Rococ\u00f2 venivano infatti arredate con grandi e luminosi specchi, rendendo gli ambienti pi\u00f9 luminosi, secondo il gusto dell\u2019epoca.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se gi\u00e0 in epoche precedenti non era insolito tappezzare i muri con raffinati rivestimenti, anche con lo scopo di isolare gli ambienti dal freddo, fu certamente nel Medioevo che gli arazzi iniziarono ad essere delle vere e proprie opere d&#8217;arte molto ricercate. 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