{"id":1407,"date":"2021-04-11T09:00:57","date_gmt":"2021-04-11T07:00:57","guid":{"rendered":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/?p=1407"},"modified":"2023-07-18T15:02:09","modified_gmt":"2023-07-18T13:02:09","slug":"giocondo-albertolli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/giocondo-albertolli\/","title":{"rendered":"Giocondo Albertolli"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Giocondo Albertolli fu tra i protagonisti dello stile neoclassico, esponente di quella cultura dei lumi che caratterizz\u00f2 le arti a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.<\/h5>\n\n\n\n<p>Nato nel distretto di Lugano, a Bedano, il 24 luglio 1742, fece i suoi primi studi ad Aosta, dove il padre Francesco Saverio lavorava in qualit\u00e0 di architetto. Fin da giovanissimo fu avviato alla carriera artistica.<br>Nel 1753, appena undicenne, venne infatti mandato a Parma presso la bottega dello zio. Il primo approccio all\u2019arte di Giocondo dovette essere probabilmente caratterizzato dalle attivit\u00e0 tipiche delle botteghe di stuccatori ticinesi: disegnare, modellare e realizzare gli stucchi. Nel 1768 \u00e8 inoltre indicato come allievo di Benigno Bossi, altro artista parmense attivo in diversi cantieri della citt\u00e0.<br>Parallelamente alla formazione artigianale presso diverse botteghe, il nostro segu\u00ec anche quella artistica presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Parma, partecipando anche agli annuali concorsi accademici e risultando vincitore in due di questi.<\/p>\n\n\n\n<p>In quegli anni la cattedra di architettura era ricoperta dal celebre architetto Ennemond Alexandre Petitot, al quale si devono le ornamentazioni per le pi\u00f9 importanti e grandiose opere per le prestigiose committenze di Parma.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Nonostante l\u2019Albertolli stesso, nelle sue memorie, non ricordi alcun contatto diretto con l\u2019architetto francese, ben si pu\u00f2 intuire come ne dovesse esserne necessariamente influenzato, probabilmente avendone seguito i corsi accademici e avendo visto le opere da lui dirette nei cantieri parmensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin da subito emerse la grande abilit\u00e0 di ornatista dell\u2019Albertolli, oramai in grado, poco pi\u00f9 che ventenne, di realizzare stucchi autonomamente.<br>A ventisette anni venne infatti indicato come stuccatore di professione. Nel 1770 realizz\u00f2 la decorazione di alcuni degli interni del palazzo fatto costruire dal marchese Scipione Grillo di Monterotondo (oggi Palazzo Marchi). Qui emersero le caratteristiche stilistiche che si caratterizzeranno come costanti nella carriera del nostro. Giocondo Albertolli si dimostr\u00f2 infatti in grado si coniugare sapientemente quanto appreso durante gli anni della formazione, in particolare il gusto tipico dei quadraturisti del Rococ\u00f2 ed elementi ornamentali di gusto Luigi XVI derivati dall\u2019opera di Petitot. Albertolli non si limit\u00f2 semplicemente a riprendere tali elementi, ma li rielabor\u00f2 in base alla propria sensibilit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"625\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/albertolli-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1412\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/albertolli-1.jpg 1000w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/albertolli-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/albertolli-1-768x480.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Giocondo Albertolli<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Il 1771 fu un anno fondamentale per l&#8217;Albertolli, durante il quale fu consacrato tra quel novero di artisti i cui servigi erano contesi tra le principali corti della penisola.<\/h5>\n\n\n\n<p>Venne infatti chiamato da Pietro Leopoldo per lavorare presso la sua corte toscana. In particolar modo il nostro fu convocato in qualit\u00e0 di capo degli stuccatori parmensi, quale ideatore per alcuni degli arredi e per le decorazioni voluti dal granduca per la sua dimora di Poggio Imperiale. Il lavoro dell\u2019Albertolli presso la corte fiorentina fu certamente apprezzato, come dimostra la chiamata dell\u2019artista a Milano, nel 1774. La citt\u00e0 era infatti sottoposta al governo di Ferdinando, fratello di Pietro Leopoldo, che certamente aveva suggerito l\u2019ingaggio dell\u2019artista ticinese.<br>Albertolli incarnava dunque quel gusto espressione di ricchezza ed eleganza tanto cara alla famiglia degli Asburgo. Il suo intervento veniva richiesto nei cantieri dei grandi palazzi di rappresentanza che i due arciduchi stavano facendo realizzare nelle citt\u00e0 assoggettate al loro controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>La convocazione milanese avvenne per mano di un altro grande architetto, Giuseppe Piermarini. A capo del grande cantiere per il Palazzo Arciducale, Piermarini era alla ricerca<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"595\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-595x1024-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1415\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-595x1024-1.jpg 595w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/1-595x1024-1-174x300.jpg 174w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>di uno stuccatore aggiornato sulla nuova maniera d\u2019ornare e, come si \u00e8 gi\u00e0 accennato, il nome dell\u2019Albertolli fu probabilmente suggerito dai due fratelli della casata Asburgo. Se per i primi anni Giocondo Albertolli continu\u00f2 a spostarsi tra Firenze a Milano, si stabil\u00ec definitivamente nel capoluogo lombardo a partire dall\u2019agosto del 1775. Negli anni successivi prosegu\u00ec il lavori per il palazzo e ottenne un altro prestigioso incarico.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"512\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Sala_bianca_di_pietro_leopoldo_stucchi_dei_fratelli_albertolli_volta_07-768x512-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1421\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Sala_bianca_di_pietro_leopoldo_stucchi_dei_fratelli_albertolli_volta_07-768x512-1.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Sala_bianca_di_pietro_leopoldo_stucchi_dei_fratelli_albertolli_volta_07-768x512-1-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><br>Sala bianca di Pietro Leopoldo, stucchi dei fratelli Albertolli<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Dal 1776 (e fino al 1812) divenne infatti insegnante presso la neonata Accademia di belle arti di Brera, dove occup\u00f2 la cattedra di ornato. Il suo corso risult\u00f2 essere tra quelli pi\u00f9 apprezzati e seguiti, come ricorda lo stesso plenipotenziario Firmian. Albertolli doveva essere certamente fiero di ricoprire questo prestigioso ruolo, come dimostra anche l\u2019aver declinato nel 1781, l\u2019invito ad insegnare presso l\u2019Accademia di Parma, presso la quale egli stesso si era formato.<br>Certamente l\u2019apprezzamento dell\u2019Albertolli crebbe in questi anni, consentendogli di accedere ai principali cantieri milanesi e conoscere i pi\u00f9 importanti artisti dell\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolar modo, il nostro ebbe l\u2019intuito di comprendere la mancanza di un vero e proprio repertorio con i motivi ornamentali tipici della Nuova Maniera, dal quale i decoratori e gli architetti potessero attingere all\u2019occorrenza. Probabilmente anche grazie all\u2019esperienza di insegnante, negli anni Ottanta del XVIII secolo, Albertolli fece stampare la sua prima raccolta di modelli ornamentali: Ornamenti diversi inventati, disegnati ed eseguiti da Giocondo Albertolli.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quest\u2019opera, seguita da altre, emerge come l\u2019artista sia stato in grado si riprendere motivi decorativi dal sapore archeologico che, decontestualizzati dal loro originario impiego e filtrati attraverso l\u2019utilizzo che ne fece la Firenze rinascimentale, diventano i veri protagonisti dell\u2019ornamento.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Il committente e gli spettatori si ritrovano ad ammirare modelli dell\u2019antichit\u00e0 classica ben noti, oramai posti al centro della rappresentazione. L\u2019estrema sensibilit\u00e0 di Giocondo Albertolli si dimostra sia nella capacit\u00e0 di accostare questi elementi eterogenei, sia nelle cromie: mezzetinte delicate nei fondi si alternano agli stucchi lasciati a gesso e alle bordure dorate.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo, di tutti gli ambienti del Palazzo Arciducale, decorati sotto la direzione dell\u2019Albertolli, solamente quello che era destinato ad essere la sala delle udienze \u00e8 sopravvissuto. Sfortunatamente tutti gli altri sono andati distrutti dai bombardamenti alleati del 1943. Anche l\u2019arredo che il nostro progett\u00f2 \u00e8 andato perduto; di esso si conservano solamente una coppia di tavoli a consolle ancora oggi presso Palazzo Reale e poco altro.<br>L\u2019apprezzamento del lavoro realizzato dall\u2019Albertolli fu tale che una volta conclusosi il cantiere del Palazzo arciducale, fu chiamato ad occuparsi delle decorazioni della villa di Monza. Sempre in questi anni fu inoltre attivo in altri due cantieri milanesi guidati da Giuseppe Piermarini: Palazzo Belgiojoso e Palazzo Greppi.<br>Tra i suoi altri contributi pi\u00f9 celebri vi \u00e8 la villa Melzi d\u2019Eril a Bellagio, sul lago di Como.<\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec a Milano il 15 novembre 1839, dopo aver formato numerosi allievi e aver lavorato con vari artisti, che per molto tempo usarono ancora il suo ricco catalogo di modelli come riferimento per la loro produzione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1409 size-full\" srcset=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1-300x300.jpg 300w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1-150x150.jpg 150w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1-768x768.jpg 768w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1.jpg 1536w, https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/ANTSPE0000644_1-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/fineart.dimanoinmano.it\/caminiera-con-intagli-dorati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Caminiera Neoclassica, Milano, fine XVIII secolo<\/a><\/h3>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giocondo Albertolli fu tra i protagonisti dello stile neoclassico, esponente di quella cultura dei lumi che caratterizz\u00f2 le arti a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. 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