Allegoria del fuoco con Giove e Semele, Bottega Luca Giordano , seconda metà XVII secolo

Descrizione:

L’opera, realizzata ad olio su tela, raffigura l’Allegoria del fuoco attraverso il mito greco di Giove e Semele.
Secondo la leggenda, Semele, figlia di Cadmo e amante di Giove, da cui aveva concepito il dio Dioniso, aveva chiesto al dio di apparirle in tutto il suo splendore, ma rimase incenerita dalla visione del fulmine di Zeus.

Nella grande scena campeggiano i protagonisti suddivisi in due parti: sulla sinistra al centro, poggiato su delle rocce, si trova un cigno ( uno degli animali simbolo di Giove) dal quale scaturiscono fiamme, a raffigurare allegoricamente l’elemento; sopra di esso il dio Giove, che scende dal cielo, circondato da un panno aranciato che richiama il fuoco, impugnante le sue folgori e accompagnato dai venti. Nell’angolo sinistro in basso, nel buio, si svolge la frenetica vita di un fucina ove vengono prodotti gli strali: in primo piano due uomini con delle gerle piene di legna, altri due più defilati, intenti a parlare con un putto, mentre battono sull’incudine in prossimità della fornace.

Nella parte destra si ha invece la principessa Semele, reclinata su un cuscino, sovrastata da alcuni putti che cercano di coprirla con un telo rosso, forse per proteggerla dalla vista abbagliante del re degli dei.
All’intorno, un paesaggio brullo e arido, sotto un cielo carico di nuvoloni grigi, che mettono in risalto gli incarnati delle figure dominanti e i loro accessori.

 

Dimensioni: cm. 125 x 177


CODICE: ARARPI0057105

Analisi storico-stilistica

L’opera rimanda all’omonima produzione realizzata da Luca Giordano prima del 1687 e conservata presso Palazzo Martelli a Firenze.
Tale opera fa parte di una serie di dipinti giordaneschi raffiguranti i quattro elementi e scene mitologiche, provenienti dalla collezione del vicerè di Napoli don Gaspar de Haro y Guzman, parte dei quali alla sua morte, avvenuta nel 1687, rimasero in Italia (compaiono difatti nel successivo inventario dei suoi beni prelevati dalla sua eredità per pagare i debiti contratti con alcuni bancari fiorentini, tra cui i Martelli), altri andarono in Spagna.

Dell ”Allegoria del fuoco” giordanesca, si ha un’altra produzione attribuita al maestro, datata 1687/89 e localizzata presso il Palazzo della Zarzuela di Madrid, titolata Venere e Vulcano ma identica, seppur speculare, alla tela fiorentina.
Evidentemente il soggetto ebbe ampio successo e fu ripreso anche dalla sua bottega, arrivando a crearne diverse copie che, secondo la consuetudine, si differenziavano dall’ originale del maestro in alcuni particolari.

Nella tela qui presentata, la differenza più evidente rispetto all’originale fiorentino, oltre che nel ribaltamento della scena analogo alla composizione di Madrid, si evidenzia nella
figura di Semele che compare vestita anziché nuda; differente anche il paesaggio, meno definito e dettagliato rispetto alla tela originale, così come cambiano le tonalità cromatiche e i giochi di luce.
Leggermente differenti anche le dimensioni (la tela di Firenze misura 76.9 x 101 cm, quella di Madrid 114 x 134 cm). Le scene realizzate serialmente dovevano assumere le dimensioni degli spazi espositivi a loro riservati nei palazzi dei committenti, spazi spesso interposti tra finestre o colonne e quindi ben definiti nelle misure. Perciò anche nella riproduzione di opere già realizzate, c’era sempre bisogno di un adeguamento: la tela qui presentata è leggermente più ampia di quella esposta a Madrid, e tale sovradimensionamento è ben evidenziato dall’allargamento dello sfondo su tutti i lati; ma tale modifica avvalora il fatto che si tratti non di una semplice copia, ma di un’opera originale ed autonoma della bottega di Luca Giordano.

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